lunedì 20 febbraio 2023

HO MANTENUTO LA MIA PROMESSA

 



Avevo fatto una promessa a Pink: non lo avrei fatto soffrire, e così è stato. Il 14 febbraio gli ho regalato il mio ultimo gesto d'amore . 

Di colpo è peggiorato , oltre alla zampina malata si era gonfiata anche la spalla e si era aperta. Dopo una settimana di cure ero riuscita a fargliela cicatrizzare, ma al mattino del 14 febbraio l'ho ritrovato pieno di sangue. La cicatrice non solo si era riaperta, ma c'erano altre tre spaccature che ad ogni movimento sanguinavano . Era impossibile toccarlo, non sapevo come fargli fare i suoi bisogni. Fino al giorno primo aveva ancora la forza di stare in piedi il necessario per farli, quel giorno , invece, le sue zampe posteriori non funzionavano più. 

l'appuntamento dal veterinario era al pomeriggio, ho avuto qualche ora per dargli le ultime coccole, quindi: ho spalancato la porta finestra e ho messo la cuccia sulla soglia in modo che lui sentisse per l'ultima volta il sole che amava tanto, l'aria che poteva annusare e gli uccellini che cantavano. Poi gli ho concesso due snack anziché uno e mandando al diavolo tutti i lavori di casa, mi sono seduta per terra accanto a lui per il resto del tempo, dandogli le ultime carezze, parlandogli fra le lacrime e spiegandogli cosa sarebbe successo. Lui mi ha sempre leccato le mani , come se mi volesse tranquillizzare e mi guardava con i suoi occhi in cui ho rivisto il cucciolo che era.

E poi , giunto il momento, in braccio a me , il veterinario gli ha iniettato il sonnifero, un attimo primo di addormentarsi Pink mi ha guardato , nei suoi occhi c'era amore, fiducia e un grazie. In braccio a me si è addormentato. In braccio a me si è spento, e in braccio a me è tornato a casa, dove ora riposa nel mio giardino, fra il rosmarino e la mimosa. 

Il giorno dopo è stato tremendo, l'ho passato a piangere. 

Anche Uffa ha patito molto, per giorni è stata triste e poco entusiasta , ci guardavamo negli occhi e ci leggevamo lo stesso dolore. Per un po' è stata per conto suo, non le interessava uscire più di tanto, e faceva la finta malata. Si davvero! Non voleva fare le scale, soprattutto salirle , memore del fatto che Pink veniva preso in braccio, lei voleva lo stesso trattamento. Nessuno gliel'ha concesso e lei presto lo ha dimenticato. Dopo questi mesi di sedentarietà ha preso peso, ora è più larga che lunga e la pettorina le sta stretta, sta facendo fatica a muoversi quindi abbiamo ripreso le nostre passeggiate , prima era un po' restia e si affaticava molto , ora è lei che le chiede ben felice di farle! Sta riniziando a vivere ed entrambe ci stiamo abituando a questo nuovo iter dove siamo solo io e lei. E' strano , ogni tanto la guardo  chiedendomi come faremo quest'estate senza Pink che ci salverà dalla minaccia delle  pericolosissime foglioline che scorrevano nel fosso. Lui si tuffava e le raccoglieva una ad una. E negli occhi di Uffa leggo la stessa domanda.   Le nostre passeggiate, nonostante siano fatte sempre sullo stesso percorso , sono diverse, lo sappiamo entrambe.

Ora va meglio, lei sta dimenticando , io mi sto abituando.

E' una grande assenza e manca tantissimo, ma sono assolutamente sicura della scelta che ho fatto, glielo avevo promesso "tu non soffrirai" e così è successo. Gli ho garantito una morte dignitosa. 

Anche a Uffa ho fatto la stessa promessa, che spero di mantenerla il più tardi possibile. 

E' ora di portarla a spasso, stamattina fa fresco ma questo non ci fermerà. 

Un'altra vita, assieme 💖🐕🐕




4 commenti:

  1. Un grande abbraccio , nelle tue parole ho rivissuto il nostro saluto ai cani che hanno fatto parte della nostra vita

    RispondiElimina
  2. Hai fatto benissimo a non farlo soffrire. Zio Maurizio.

    RispondiElimina

50mila volte grazie

Grazie  Questo mese il blog ha raggiunto le 50,000 visualizzazioni  Un traguardo che non avrei mai pensato di raggiungere. In effetti guardo...